Pulizia è un termine di ampio respiro il cui significato principale è l’assenza di sporco, sia esso costituito da polvere, rifiuti, microrganismi o cattive esalazioni. L’obiettivo della pulizia è la prevenzione della salute, ma anche il ripristino dell’ordine, il miglioramento dell’ambiente in bellezza. In caso di superfici e oggetti composti da vetro, come bicchieri, finestre o vetri dell’auto, la pulizia ha anche lo scopo di renderli trasparenti per una miglior visibilità del loro contenuto o di ciò che si trova oltre. La parola pulizia si usa anche in senso metaforico per indicare la correttezza e l’onestà di una persona o di un suo comportamento. Per eseguire la pulizia di un ambiente si ricorre a diversi metodi e operazioni, come la scopatura, la spolveratura e il lavaggio, usando in genere acqua e saponi o detergenti. Questi ultimi prodotti per la pulizia, grazie all’evoluzione della scienza e della tecnica, sono ormai così complessi e diversificati che ne esistono di specifici per tutte le possibili superfici di diverso materiale. Se la pulizia superficiale, intesa come ordine delle cose che ci circondano e rimozione dello sporco visibile, è nota all’uomo come esigenza propria fin dai suoi albori, la pulizia di fondo, legata all’igiene della persona e dell’ambiente che ci circonda è un concetto relativamente recente. E’ solo nel ‘600 che grazie all’invenzione del microscopio si sono scoperti i microbi, e nell’800 che a questi si sono date identità più precise e se ne sono scoperti gli effetti negativi sulla salute. Prima di allora, la pulizia personale era mirata ad eliminare lo sporco che si raccoglieva con il lavoro ed i cattivi odori che emanava il corpo. Gli antichi Greci e Romani trascorrevano ore in saune, terme e piscine, per poi applicarsi balsami e olii sui corpi. La pulizia era per loro più un’occasione per approfondire i rapporti sociali e fare affari. Nel Medioevo la pulizia era praticata tramite prolungati bagni per il benessere ed il relax della persona, ma non per l’igiene del corpo. La diffusione delle epidemie di peste ed altre malattie gravemente contagiose ha però modificato questa abitudine di pulizia con l’acqua: si riteneva proprio l’acqua il veicolo di trasmissione delle malattie e che essa, aprendo i pori della pelle, facilitasse l’esposizione al rischio di contrazione. L’abitudine della pulizia attraverso il bagno si fece così sempre più rara, fino ad essere proibita per i bambini che venivano piuttosto unti con olio e cere naturali per chiudere i pori della loro pelle. Chi eseguiva una pulizia del corpo con l’acqua poi non usciva di casa per giorni, onde evitare di esporsi alle possibili malattie. Nella concezione comune, lavarsi diventò un metodo di pulizia pericoloso: si preferiva farsi versare liquido sul viso e sulle mani con una brocca. Questa paura dell’acqua, parallelamente al persistere delle epidemie, si incontra anche nel Seicento. In quel secolo, per un aristocratico, la pulizia e l’igiene erano soddisfatte se ci si cambiava la camicia ogni giorno e ci si spruzzava del profumo per eliminare i cattivi odori. I nobili inoltre nascondevano i capelli sotto parrucche più o meno elaborate. Era considerato sano avere tra i capelli pulci e pidocchi, che si pensava avessero la capacità di eliminare le malattie succhiando il sangue: questo era il concetto di pulizia più nobile! Il caso forse più emblematico è quello di re Luigi XIV che si racconta abbia compiuto un solo bagno in 60 anni. Le prostitute erano le uniche persone che eseguivano una pulizia del proprio corpo lavandosi le parti intime. E’ proprio in questi secoli che la pulizia lascia spazio ai profumi e si affina l’arte della cosmesi con trucchi, ciglia e nei finti. Nella seconda metà del Settecento si assiste ad una graduale riscoperta della pulizia attraverso l’acqua e della pulizia in genere, a partire dalle classi sociali più elevate, che affidano la pulizia della loro abitazione e quella personale alla servitù. Verso la fine dell’800, grazie alle scoperte in ambito microbiologico compiute da scienziati quali Pasteur, Eberth e Koch, si diffonde il concetto di igiene del corpo legato ad una maggior pulizia personale. Iniziano così le campagne di salute e prevenzione basate sulla disinfezione di ambienti e di persone. Oggi il concetto comune di pulizia personale si esplica facendo quotidianamente la doccia e usare il deodorante con regolarità. Si deve inoltre sottolineare che, se da un lato la pulizia e l’igiene personale non è mai troppa, è anche vero che per alcune persone quello della pulizia è diventato addirittura un’ossessione, determinata spesso dalla paura di contrarre malattie per il sovraffollamento dei luoghi e dei mezzi pubblici. Se cerchi prodotti per la pulizia e l’igiene della persona, visita il sito di Ecoshop e troverai un’ampia gamma di prodotti per te! |