Le pulizie professionali sono svolte dalle aziende e dalle imprese negli ambienti di lavoro, nelle comunità, negli ospedali, negli uffici e negli hotel. Le pulizie professionali pertanto non sono solo una necessità, ma una vera e propria professione. Molte aziende gravitano intorno al settore delle imprese di pulizie: esistono aziende che forniscono servizi per le pulizie; aziende che producono macchinari per le pulizie civili ed industriali, aziende che producono prodotti per le pulizie e aziende che li distribuiscono. Tutte queste aziende possono vendere più prodotti e strumenti per le pulizie oppure essere specializzate nella vendita di alcuni articoli specifici. Queste aziende del settore pulizie, inoltre, si possono trovare anche riunite in consorzi o associazioni, per meglio organizzare il proprio lavoro, per fornire ai loro clienti un servizio più completo, per partecipare ad appalti di fornitura o per realizzare insieme progetti e politiche commerciali o formative. I dipendenti delle imprese di pulizie si definiscono “operatori”: sono le persone che svolgono direttamente le pulizie nell’ambiente professionale. Un operatore delle pulizie professionali deve seguire un corso di formazione appropriato perché non può entrare in una stanza ed incominciare ad effettuare le pulizie senza criterio come se fosse a casa sua. Deve saper far fronte a diverse problematiche: come disciplinare l’ordine delle pulizie, che prodotti utilizzare a seconda delle superfici e quanto tempo deve dedicare alle diverse pulizie delle stanze. L’operatore, prima di accingersi alle pulizie, dovrà quindi fare una scelta oculata e saper, in primis, riconoscere il tipo di sporco, per poi coniugare correttamente il tipo di prodotto per le pulizie, ad esempio, al tipo di pavimento. Perché i pavimenti possono essere duri, resilienti, tessili, lignei ecc. così come le superfici possono essere rivestite da plastica, pietra, legno o acciaio: ognuna di queste diverse superfici necessita di pulizie specifiche ed adeguate. Un operatore, inoltre, deve essere oculato nello svolgimento della propria attività per non causare danni ad oggetti e arredamenti in cui svolger le pulizie. Un professionista delle pulizie non può non sapere che le pulizie servono a eliminare diversi tipi di sporco presenti sulle stesse superfici.. Lo sporco libero è quello superficiale che si rimuove con pulizie di mantenimento. Poi esiste lo sporco aderente, quello che rimane ancorato alle superfici e va rimosso con azioni più energiche e prodotti per le pulizie più forti. Infine esiste lo sporco più infido, invisibile all’occhio umano, ma che è sempre presente ed è il più pericoloso per la salute umana, perché è costituito e generato da batteri, funghi, muffe e virus. In questo caso, le pulizie hanno la finalità di rendere il più possibile asettico l’ambiente di lavoro, pertanto si ricorre a prodotti detergenti disinfettanti, sanificanti e sterilizzanti. Prodotti per le pulizie di questo tipo sono utilizzati quotidianamente in ambienti particolarmente a rischio di infezione come gli ospedali, le cliniche, gli ambulatori dentistici e gli studi di medici privati. In questi ambienti pertanto le pulizie non hanno solo lo scopo di rimuovere lo sporco, ma anche quello di prevenire eventuali trasmissioni di malattie tra i pazienti ed il personale che li frequentano. Per pianificare le pulizie nelle loro operazioni manutentive e le attività complementari in un ambiente di lavoro, la prima separazione da effettuare dal complesso di cose che occorre fare, riguarda la distinzione nelle diverse tipologie di pulizie e, ovviamente, la comprensione di quale di esse applicare. Tale comprensione deriva da un’analisi accurata dell’ambiente in cui ci si trova: essa deve essere brevissima ed accurata al tempo stesso. Ecco perché per un professionista delle pulizie sono di fondamentale importanza la formazione tecnica acquisita con i corsi e l’esperienza pratica. Per ottenere ottimi risultati nelle pulizie prima di tutto è importante riconoscere la tipologia di sporco che è presente sulla superficie. Ad esempio, sulle superfici lo sporco di origine minerale e derivante da materiale inorganico (come cemento, stucco, colla, metalli) è contraddistinto dall’aspetto di patina o di crosta rossastra, anche di vario spessore, e spesso è connesso con le operazioni che hanno portato alla messa in opera della superficie, precedenti a quelle delle pulizie. Le pulizie per rimuovere questo tipo di sporco fanno ricorso a detergenti contenenti sostanze di tipo acido, in quanto i detergenti neutri o alcalini non reagiscono con i metalli. Le pulizie di sali minerali, calcare e metalli perciò si eseguono con i disincrostanti acidi che sviluppano effervescenza e necessitano di un tempo di contatto lungo perché la reazioni alla base delle pulizie avvengono lentamente. Lo sporco di colore bluastro è invece di origine organica (muffe, cere, alghe, muschi, sostanze acriliche) che si presenta sottoforma di materiale adsorbito. Le pulizie di questo tipo di sporco, al contrario del precedente, si deve eseguire con detergenti alcalini o neutri (sgrassanti, deceranti, mangia muffa, biocidi). Lo sporco contrassegnato da un colore verde è composto invece da sostanze di sintesi, non presenti in natura come vernici, siliconi, soluzioni impermeabilizzanti, smalti e vernici in genere. Queste sostanze sintetiche reagiscono molto poco con i composti alcalini e molto meno con quelli acidi, pertanto le pulizie vanno fatte ricorrendo a solventi e diluenti organici, prodotti sfilmanti e svernicianti. Il luogo più trasversale, comune a tutti i contesti delle pulizie professionali, che un operatore delle pulizie si trova sicuramente ad affrontare è rappresentato dai servizi igienici. Additati dall’opinione pubblica come gli ambienti più sporchi, essi sono presenti ovunque: dall’industria alla grande distribuzione, dalla sanità alla ristorazione, dagli uffici alle comunità, dalle stazioni a tutti i luoghi di passaggio in genere. Come operare le pulizie adeguate in questo ambito? Si deve innanzitutto distinguere in base alla frequenza di utilizzo dell’ambiente: i servizi igienici di una stazione affollata necessita di pulizie diverse da quelle che si operano in una toilette di un ristorante di lusso. Detto ciò, le pulizie del servizio igienico restano le più difficoltose da svolgere, vuoi per la tipologia di sporco che vi si incontra, vuoi per l’alto rischio insito nell’ambiente stesso. Sporcizia, scarsa attenzione al rifornimento dei prodotti di consumo e bassissimo comfort sono problematiche strettamente connesse alle pulizie in un contesto delicato come questo. La procedura delle pulizie in un servizio igienico ha inizio con la fase della preparazione del materiale: il carrello per le pulizie giornaliere va predisposto seguendo criteri di funzionalità e praticità. Saranno necessari panni per le pulizie nei quattro codici colori della normativa HACCP (rossi per i sanitari, gialli per i lavandini e le piastrelle, azzurri per le superfici e gli specchi e verdi per la disinfezione). Il carrello delle pulizie deve essere dotato anche di spugne, vasche e secchi con strizzatori, scope e sacchetti per la raccolta dei rifiuti. Non si dimentichino i detergenti, che, durante le operazioni delle pulizie, vanno adeguatamente manipolati coerentemente con le specifiche istruzioni indicate. E’ molto importante, durante le pulizie, non mescolare tra loro le diverse sostanze chimiche contenute nei detergenti, onde evitare reazioni che possono essere dannose per la salute o possono rovinare le superfici anziché realizzare le pulizie desiderate. Le pulizie da svolgere nelle toilette si distinguono in giornaliere e periodiche. La prima tipologia di pulizie coinvolge tutte le superfici con cui si viene a contatto, come i sanitari, i lavandini, le maniglie delle porte , ecc. Le pulizie periodiche riguardano invece quelle zone che non si toccano ma che accumulano nel tempo polvere e sporcizia (termosifoni, il retro di mobili e specchi, le bocchette di areazione, i lampadari, ecc.). |